Tu sei qui

I tre dizionari di NVDA

I 3 dizionari di NVDA.
Di Adriano Barbieri.

Gli sviluppatori dello ormai diffuso screen reader opensource NVDA, in continua evoluzione, hanno di recente implementato nel codice anche un modulo dizionario, molto importante per uno screen-reader.
A dire il vero, se ne sentiva la mancanza fin dall'inizio e finalmente ne possiamo fare buon uso. Inoltre, non si tratta di un solo dizionario, ma ve ne sono ben 3.
Volendo, gli smanettoni possono editarli dal notissimo Blocco note di Windows, semplicemente inserendo su un'unica riga la parola da ricercare, uno spazio di tabulazione creato con la pressione del tasto tab e, infine, la parola in sostituzione.
Ecco una breve descrizione dei tre file vocabolario di NVDA:
1. Dizionario temporaneo: ha priorità su tutti i dizionari a disposizione dell'utente, in pratica ogni vocabolo al suo interno viene elaborato in ugual modo a prescindere dalla sintesi vocale correntemente in uso.
2. Dizionario specifico per la voce: viene creato automaticamente all'inserimento del primo vocabolo da parte dell'utente, il nome del file dizionario corrisponderà al nome della sintesi vocale correntemente in uso. Tutti i vocaboli inseriti avranno effetto solo sulla sintesi omonima in uso al momento; la sua ppriorità è secondaria.
3. Dizionario predefinito: viene creato automaticamente all'inserimento del primo vocabolo da parte dell'utente, il nome del file dizionario è chiamato "default.dic", viene usato in supporto a tutti dizionari specifici per la voce di tutte le sintesi vocali; la sua priorità è la più bassa.
Il dizionario temporaneo è molto utile per testare gli effetti sui vocaboli che mammano andremo ad inserire poi definitivamente in uno dei permanenti messi a nostra disposizione; ha la particolarità di allocarsi in memoria ram e di non scrivere niente sul nostro hard-disk. In caso di errori e di risultati indesiderati che in certi casi, soprattutto nell'uso di Regex mal strutturate, rendono incomprensibile l'ascolto della sintesi da non riuscire più agestirla, sarà sufficiente chiudere NVDA e riavviarlo, per eliminare il dizionario temporaneo dalla memoria e riprovare.
I due rimanenti dizionari risiedono nella cartella di configurazione di NVDA, e precisamente nella cartella "speechDicts"; la posizione di tale cartella varia a seconda della versione di nvda in uso, che può essere (portable) oppure, (installer).
Per la prima tipologia, "speechDicts" si trova nella cartella: "userConfig"; per la seconda dipende dal sistema operativo Windows in uso; per l'utente, sarà sufficiente aprire il menu avvio, selezionare programmi - NVDA- esplora le impostazioni utente.
La struttura dei vocabolari di NVDA è alquanto semplice perché il modulo dizionario implementa l'uso delle Regex.
Niente di trascendentale. Le Regex sono espressioni regolari e non sono altro che un linguaggio per descrivere la forma o la sintassi di una stringa. Una stringa, a sua volta è un testo qualunque, di qualunque lunghezza, una sequenza di caratteri) e null'altro.
Con il vocabolario è possibile effettuare ricerche e, quindi, sostituzioni talvolta molto complesse. Si può verificare che un testo sia conforme ad alcune caratteristiche e rispetta una determinata sintassi, come, per esempio, verificare se un testo è un indirizzo email o una URL valida.
In svariati ambienti di programmazione, il motore di ricerca delle Regex usato dal vocabolario di NVDA è una manna dal cielo. Infatti, nel nostro caso, per trovare delle parole o parti di esse e modificarne la dizione, si rivela uno strumento molto potente.
Sulla rete Internet si possono trovare migliaia di siti dedicati alle Espressioni Regolari. Ecco, ad esempio, un paio di siti che personalmente ho trovato molto esaustivi:

NOTAbene: talvolta le regex hanno piccole differenze tra un programma e l’altro o tra un linguaggio di programmazione ed un altro ma il loro concetto ed utilizzo resta sempre lo stesso.
Se provate ad accedere al dizionario "builtin.dic", potrete notare un piccolo gruppo di regex preimpostate, ognuna corredata da una nota descrittiva che aiuta a capire ulteriormente la funzione a loro assegnata.
Questo particolare dizionario, presente all'interno della cartella principale, ha priorità su tutti quelli sopra descritti, ed è normalmente suscettibile a modifiche da parte degli sviluppatori del progetto nvda.

Non è mia intenzione dilungarmi in un corso approfondito delle Regex, ma se si desiderasse sfruttare appieno le potenzialità messe a nostra disposizione dai dizionari di NVDA, sarebbe bene capirne almeno le basi di utilizzo. Il mio consiglio è quello di seguire le spiegazioni che vengono fornite sui due siti indicati sopra.
Facciamo qualche prova pratica, in modo da rendere bene l'idea.

  • Apriamo il blocco note di Windows.
  • Scriviamo una parola, ad esempio il nome "sophia". Per questo esempio, la scriviamo tutta in minuscolo.
  • Portiamo il pannello di NVDA in primo piano con la combinazione di tasti: insert+n.
  • Dal menù "Preferenze", scendiamo fino al sottomenù "Dizionari", e facciamo invio sulla terza voce, "dizionario temporaneo".
  • La finestra che si aprirà è del tutto identica a quella deglialtri dizionari, e presenta la lista di tutti i vocaboli inseriti al suo interno. La si può scorrere con le frecce verticali, ma, al momento, nel nostro caso sarà vuota.
  • Premendo ripetutamente tab ci porteremo sui pulsanti che possiamo usare e che sono: Aggiungi, Modifica, Rimuovi, ok e Annulla. Con esc, si annulla tutto.
  • Se facciamo invio su Aggiungi, verranno resi disponibili 3 campi editazione. La sintesi dirà voce e il focus sarà già posizionato sul primo campo, quello giusto per inserire la nostra parola da testare.
  • Inseriamo la parola, così come l'abbiamo scritta nel blocco note.
  • Premiamo tab per spostarci nel campo Voce in sostituzione. Qui scriviamo la parola corretta, "sophìa", usando la i accentata al posto di quella normale. In questo esempio, suggerisco di usare la parola in minuscolo.
  • Ancora tab e saremo nel terzo campo di editazione, che ci permetterà di inserire un commento. Non è obbligatorio, ma quest'ultimo campo è molto utile perché viene letto per primo durante lo scorrimento nella lista dei vocaboli inseriti e ne sveltisce l'identificazione. Se lo si omette verrà letto subito il campo della parola da correggere, che nella maggior parte dei casi essendo una stringa con caratteri misti verrà letta in sillabe rallentandone il riconoscimento immediato. Quindi, nel campo del commento, sarà utile inserire la copia della voce da far correggere.
  • Ancora tab e saremo sulla prima di due caselle di controllo; permette di scegliere se distinguere tra maiuscole/minuscole, per default non è attivata, ma per i nostri esempi la attiveremo con un colpetto di spazio.
  • Altro colpo di tab e saremo sull'ultima casella di controllo; permette di scegliere tra espressione regolare/normale testo, ma per i nostri esempi la attiveremo sempre con un colpetto di spazio.
  • Premere invio su ok o semplicemente invio, e il nostro primo vocabolo sarà stato integrato nella lista del vocabolario provvisorio.
  • Ancora invio su ok per confermare e chiudere il dizionario che NVDA inizierà subito a sfruttare.
  • Con Alt più tab portiamo in primo piano il nostro Blocco note e verifichiamo se la nostra parola ora viene vocalizzata correttamente. Vi ricordo che Per ripetere la lettura della riga corrente basta premere insert+freccia sù, ma essendo l'unica riga,come nel nostro caso, anche solo freccia sù.

Se tutto è stato fatto correttamente, saremo sicuramente soddisfatti del risultato.
Adesso proviamo a cambiare la lettera iniziale della nostra parola, mettendo la maiuscola iniziale ed ora il nome Sophia è scritto in modo corretto. Ecco! il nome non viene più riconosciuto, perché?
Il motivo è che le Regex sono per default case sensitive, cioè, fanno distinzione tra minuscole e maiuscole. Se il testo contenuto nel campo "voce" è testo semplice, verrà ricercata esattamente quella sequenza di caratteri. Il modulo dizionario, grazie alla prima casella di controllo, permette di superare questo scoglio dandoci la possibilità di scegliere; consiglio di attivare sempre questa casella di controllo, per avere sempre un riscontro d'errore durante la lettura di un testo, perché di default non è attiva.
Esistono alcuni caratteri particolari che se inseriti all’interno della regex hanno un significato diverso dal loro simbolo e ne vedremo solo alcuni:
"[]", Parentesi quadre, tutti i caratteri all’interno di esse sono accettati in alternativa e le due parentesi si comportano come un singolo carattere. Possono esserci utili nel nostro esempio.
Torniamo nel dizionario temporaneo, selezioniamo dalla lista la parola inserita in precedenza, e facciamo invio su Modifica. Ci troveremo già nel campo "voce".
Modifichiamo la parola racchiudendo l'iniziale fra parentesi quadre. Facciamo in modo che all'interno vi sia lo stesso carattere sia in minuscolo che in maiuscolo, lasciando fuori il resto, così: [sS]ophia
Non importa l'ordine dei caratteri dentro le parentesi quadre, a meno che non si metta un trattino, il trattino infatti se usato nel mezzo di numeri o lettere si comporta da carattere speciale (range), definendo un gruppo ben delimitato di caratteri o numeri, ad esempio:
[a-z], in questo caso, sono ammessi caratteri minuscoli dalla "a" alla "z".
[A-Z], come sopra, ma saranno accettati solo caratteri maiuscoli.
[1-6], sono ammessi solo i numeri compresi nel range, in questo esempio, solo da uno a sei.
Sono ammesse combinazioni:
[A-F0-9], lettere dalla "A" alla "F" maiuscole e i numeri dallo zero al nove compresi.
Quindi se si vuole che il "-" trattino si comporti come un normale carattere bisognerà metterlo subito a sinistra o a destra del gruppo di caratteri compresi nelle 2 parentesi quadre, o convertito in un carattere normale tramite la barra diagonale rovesciata che vedremo più tardi.
Chiarito ciò, torniamo alla nostra Sophia. In questo modo, la nostra parola specificata nella Regex, sarà trovata ed elaborata indipendentemente se ha l'iniziale minuscola o maiuscola.
Se andiamo nel blocco note lo possiamo verificare, scrivendo sia con la minuscola che con la maiuscola. Funziona!
Non va male, ma se si incontrasse la stessa parola, tutta in maiuscolo non verrebbe trovata. Provate, ve ne rendete subito conto!
Niente paura, abbiamo un altro carattere speciale che ci può venire in aiuto. "|", la barra verticale, si comporta come un operatore logico "or" che significa oppure. Permette infatti di aggiungere un'alternativa nella nostra Regex, nel nostro caso in questo modo: SOPHIA|[sS]ophia
La barra verticale si digita con shift più la controbarra, che si trova proprio sopra il tab, a sinistra del numero 1. Si deve usare shift, perché altrimenti si otterrà la barra diagonale rovesciata, l'altro carattere speciale di cui parlerò fra poco.
Adesso la nostra prima Regex ha triplicato la sua efficacia. Infatti, ora troverà la nostra parola sia tutta in maiuscolo, sia in minuscolo, e indipendentemente dall'avere l'iniziale minuscola o maiuscola. Vi ricordo che se si chiude NVDA tutto ciò che è stato inserito nel dizionario temporaneo andrà perduto, ma una volta ottenuto quello che desideriamo non sarà difficile esportarlo in uno dei dizionari permanenti messi a nostra disposizione dallo Screen-reader con un semplice copia ed incolla.
Vediamo ora il carattere speciale: "\", barra diagonale rovesciata, quella che generalmente chiamiamo controbarra.
Questo carattere ci permette di definire un carattere speciale alla stregua di un qualsiasi carattere normale, ma se usato con alcuni caratteri normali gli assegna le proprietà di un carattere speciale. Mi spiego meglio con qualche esempio del suo utilizzo:
• \a minuscola, un carattere di allarme, il carattere ASCII "BEL".
• \b minuscola, un carattere word boundary, limitatore di parola, oppure backspace se "\b" è dentro una classe di caratteri tra parentesi quadre.
• \B maiuscola, un carattere non word boundary.
• \d minuscola, un qualunque carattere che sia una cifra. E' equivalente a [0-9].
• \D maiuscola, tutto ciò che non è \d. E' equivalente a [^0-9]oppure a [^\d].
• \e minuscola, un carattere di escape, il carattere ASCII "ESC".
• \f minuscola, un carattere di form feed, il carattere ASCII "FF".
• \n minuscola, un carattere di nuova linea, il carattere ASCII "NL".
• \r minuscola, un carattere di carriage return, il carattere ASCII "CR".
• \s minuscola, un qualunque carattere che crea spazi, come tabulazione, spazio, nuova linea,eccetera. E' equivalente a [\f\n\r\t].
• \S maiuscola, tutto ciò che non è \s.
• \t minuscola, un carattere di tabulazione, il carattere ASCII "HT".
• \w minuscola, un qualunque carattere alfanumerico, compreso il carattere sottolineato. E' equivalente a [a-zA-Z0-9_].
• \W maiuscola, tutto ciò che non è w; è equivalente a [^a-zA-Z0-9_] o a [^\w].
Avete notato l'accento circonflesso "^"in alcune righe?
^ "apice", ha due significati:
• se messo all’inizio della regex impone che la parola che segue sia ad inizio linea, cioè cominci con quello che segue apice.
Se usato con le parentesi quadre e messo prima di un carattere significa tranne il carattere che segue, è una negazione.
Proseguiamo con altri caratteri speciali.
• $ "dollaro", se messo alla fine della regex impone che la linea termini con quello che precede il dollaro.
• . "punto", qualunque carattere.
• * "asterisco" accetta zero o più ripetizioni del carattere precedente.
• + "più" accetta una o più ripetizioni del carattere precedente.
• [] "parentesi quadre" tutti i caratteri all’interno delle []"parentesi quadre" sono accettati. Le due parentesi si comportano come un singolo carattere.
• [^] "parentesi quadre con apice" tutti i caratteri tranne quelli all’interno delle []"parentesi quadre" sono accettati.
• \ "barra rovesciata" tratta il carattere speciale che segue come un normale carattere testuale o viceversa tratta un normale carattere come un carattere speciale.
Vediamo allora come sfruttare quest'ultimo carattere. Sicuramente avrete notato che, durante la lettura, ad esempio in Outlook Express, ma anche in altre applicazioni, vengono vocalizzati caratteri che a lungo andare diventano molto fastidiosi come le parentesi quadre, i trattini, la tilde, il sottolineato, barre diagonali, e chi più ne ha più ne metta. Tra questi caratteri, ce ne sono anche di speciali.
Il carattere "\"barra diagonale rovesciata ci può venire in aiuto indicando che dovranno essere visti nel loro significato letterale,altrimenti, se usati da soli nel campo "voce" genererebbero un errore, evidenziato dal tipico suono a due toni.
Dimenticare la chiusura delle parentesi, invece, genererebbe un errore nella sintassi della Regex. Ad esempio, volendo zittire paradossalmente proprio la barra diagonale inversa, basterà anteporre la stessa con se stessa, così: \\
Nel campo della voce in sostituzione si può mettere uno spazio se si desidera una piccola pausa, ed è consentito anche niente. Ecco qualche esempio:
• \| La barra verticale.
• \~ La tilde.
• \- Il trattino.
• \[\] Le parentesi quadre, notare che è possibile affiancare gli elementi.
E così per tutti i caratteri speciali.
Usando le parentesi quadre invece è possibile raggruppare tutta una classe di caratteri, come nell'esempio sotto riportato:
[-_\[\]\~\\]
Comodo, vero? Se poi, per un qualche motivo, si volesse ripristinare i caratteri zittiti in precedenza, sempre che la nostra Regex non sia troppo lunga, basterà anteporre il carattere cancelletto. Il "#"indica che tutto quello che lo segue è una semplice nota di commento, quindi, se lo anteporremo alla Regex precedente, essa sarà neutralizzata senza necessariamente doverla rimuovere dal nostro dizionario, alla bisogna, basterà modificarla eliminando il cancelletto per renderla nuovamente operativa.
Ecco un altro uso della barra diagonale rovesciata:
Avendo raggruppato parti di regex in sotto-espressioni con le parentesi tonde, possiamo riferirci ai loro rispettivi risultati, nell'ordine, da sinistra verso destra, con \1,\2,\3,eccetera.
Esempi di questo tipo di Regex li troviamo anche nel dizionario "builtin.dic" di NVDA, quindi, se andate a leggerlo, vi rendete conto meglio di cosa si tratta.
Ho cercato di essere il più chiaro possibile, ma non è facile essere sintetico e allo stesso tempo chiaro. Se siete giunti sin qui nella lettura, vuol dire che siete veramente interessati e penso che piano piano diventerete bravi ad usare i vocabolari di NVDA.
Ovviamente ci sarebbero altri caratteri speciali da esplorare, per questo motivo vi suggerisco caldamente di visitare almeno una volta i link che vi ho indicato all'inizio di questo articolo.

Segue con la seconda parte...

Adriano Barbieri.